Dal 31 marzo il Fascicolo sanitario elettronico (FSE) raggiunge la sua tappa conclusiva. La scadenza è fissata dal decreto del ministero della Salute del 30 dicembre 2024, firmato dal ministro Orazio Schillaci e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 2025, che ha ridefinito il cronoprogramma di attuazione del FSE 2.0 in tre fasi successive.
Come spiega il Ministero della Salute, il fascicolo sanitario elettronico è il “il punto di accesso ai dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici riguardanti l’assistito, attraverso il quale il cittadino può consultare i propri dati e documenti sanitari e condividerli con i professionisti sanitari per garantire la continuità di cura per un servizio più efficace ed efficiente”.
Cosa cambia (e il nodo critico)
La novità principale riguarda i tempi di caricamento, visto che tutte le strutture sanitarie — pubbliche, private convenzionate e non, inclusi gli studi degli specialisti — dovranno inserire referti, prescrizioni e documenti clinici entro cinque giorni dall’erogazione della prestazione. Fino ad ora l’obbligo riguardava nella pratica quasi esclusivamente il settore pubblico, senza scadenze precise.
Il nodo critico riguarda la preparazione del settore privato. Secondo fonti governative citate da Repubblica, solo il 10% delle strutture private sarebbe oggi in grado di rispettare i nuovi obblighi. Sul fronte dei cittadini, il ministero della Salute rileva che tra luglio e settembre 2025 circa un italiano su tre ha consultato il proprio fascicolo, con picchi del 66% in Veneto e minimi del 3% in Sicilia. Il tasso di consenso alla consultazione dei dati si ferma al 44%.
L’obiettivo del cronoprogramma, inserito negli obiettivi del PNRR, è la piena interoperabilità del sistema a livello nazionale entro giugno 2026, con la prospettiva di estenderla ai paesi europei.
Come si accede al FSE?
Accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è abbastanza semplice, ma cambia leggermente da Regione a Regione. Per consultarlo bisogna usare un’identità digitale valida:
- SPID
- CIE (Carta d’Identità Elettronica con PIN)
- Tessera Sanitaria (TS-CNS)
Dalla sezione “gestisci consensi” è possibile oscurare referti e dati sensibili per tutelare la propria privacy. L’oscuramento rende il fascicolo elettronico invisibile a tutti, tranne che al paziente e all’autore (ad esempio il medic che ha preparato il referto). In un secondo momento il documento può essere reso nuovamente disponibile.
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