Un semplice test in classe, dieci anni fa, ha aperto una finestra inattesa sul modo in cui i bambini costruiscono la propria idea del mondo. Il progetto “Redraw the Balance” ha chiesto a bambine e bambini tra i cinque e i sette anni di disegnare tre professioni: vigile del fuoco, chirurgo e pilota militare. Il risultato è stato immediato e sorprendente: su 66 disegni, 61 rappresentavano uomini e solo 5 donne.
Un dato che ha rivelato quanto gli stereotipi di genere siano già radicati in età precoce, prima ancora che il concetto di lavoro venga davvero compreso. Ma la parte più potente dell’esperimento è arrivata dopo: quando tre professioniste reali, vestite con le loro uniformi, sono entrate in aula, i bambini sono rimasti visibilmente stupiti. Quel momento è diventato il cuore del video che ha dato vita al progetto.
Un video virale e un impatto globale
Il filmato, pubblicato nel 2016, è diventato rapidamente virale, superando i 100 milioni di visualizzazioni e venendo rilanciato da organizzazioni internazionali come ONU, UNESCO e World Economic Forum. Il motivo del suo successo è la sua semplicità: mostra come le idee su cosa “possono fare uomini e donne” si formano molto presto e spesso senza che nessuno se ne accorga.
Da quel primo esperimento è nato un progetto più ampio, “Drawing the Future”, che ha coinvolto circa 20.000 bambini in 20 Paesi. I risultati hanno confermato un fenomeno globale: le aspirazioni professionali sono fortemente influenzate da genere, origine sociale e contesto geografico.
Il ritorno in classe e il caso italiano
Negli anni il progetto si è trasformato in una rete internazionale di scuole e volontari. Più di cinque milioni di incontri tra studenti e professionisti hanno permesso ai più giovani di confrontarsi direttamente con chi svolge mestieri spesso percepiti come “lontani” o “non convenzionali”.
Oggi “Redraw the Balance” torna in una nuova versione realizzata in Italia grazie all’impegno dell’Associazione Docenti e Dirigenti scolastici Italiani in collaborazione con l’organizzazione benefica Education and Employers. In una scuola di Bologna l’esperimento è stato replicato ottenendo reazioni simili: stupore, curiosità e una rapida revisione delle idee iniziali. Ma soprattutto tanti uomini disegnati e pochissime donne. L’obiettivo resta lo stesso: mostrare che le professioni non hanno genere e che le possibilità possono ampliarsi semplicemente cambiando lo sguardo.
Un cambiamento che parte dai bambini
Il progetto continua a crescere attraverso scuole, enti e programmi educativi che puntano a introdurre modelli di ruolo reali nelle aule. L’idea è semplice ma potente: incontrare persone vere nei loro mestieri aiuta i bambini a superare le etichette e a immaginare percorsi più liberi. In un mondo del lavoro in continua trasformazione, l’esperimento dimostra che la vera sfida non è solo tecnologica o economica, ma anche culturale: liberare le nuove generazioni da schemi che spesso iniziano a formarsi prima ancora di saperli nominare.
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