Marostica è un borgo in cui la storia si muove ancora a ritmo di pedine, tamburi medievali e mura fortificate. Da appassionata di scacchi quale sono e dopo averci sempre giocato, durante un mio viaggio in camper nel Vicentino ho deciso di fermarmi qui per una giornata, attratta dalla nomea della famosa partita a scacchi vivente. La prima impressione è quella di una città raccolta, elegante, dominata da torri e bastioni che raccontano secoli di difesa e tradizioni. In poche ore si riesce a visitare tutto, ma il fascino è tale da invogliare a rallentare e godersi ogni angolo del centro storico.
@RebeccaManzi/GreenMe
La Piazza degli Scacchi, il cuore simbolo della città
La visita parte inevitabilmente dalla scenografica Piazza Castello, conosciuta anche come Piazza degli Scacchi. Qui, al centro della pavimentazione, si trova la celebre scacchiera gigante, diventata il simbolo di Marostica e circondata da edifici storici e mura medievali. Camminarci sopra fa uno strano effetto: sembra di entrare dentro una partita reale, un po’ come se fosse la celebre scena di Harry Potter e la Pietra filosofale con Harry, Ron e Hermione che giocano a scacchi in prima persona.
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Su un lato della piazza si erge il Castello Inferiore, con la sua struttura rettangolare e i merli ben conservati. Salendo ai camminamenti si gode di una vista privilegiata sul centro storico e sulla scacchiera. Di fronte, invece, si trova il Palazzo del Doglione, antico centro amministrativo della città durante la dominazione veneziana.
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La leggenda della partita a scacchi vivente
Ma da dove nasce la tradizione più famosa di Marostica? Tutto ha origine da una leggenda del 1454. Due nobili cavalieri si innamorarono della stessa giovane, Lionora, figlia del castellano. Per evitare un duello sanguinoso, il padre decise di farli sfidare con una partita a scacchi. Il vincitore avrebbe sposato la ragazza, mentre lo sconfitto avrebbe avuto in moglie la sorella minore.
La sfida si svolse nella piazza del castello con pezzi viventi, armigeri, dame e cavalieri in costume. Oggi quella storia rivive ogni due anni con la spettacolare Partita a Scacchi a personaggi viventi, che coinvolge centinaia di figuranti e trasforma la città in un teatro medievale a cielo aperto.
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Dal Castello Inferiore al Castello Superiore
Continuando con la visita, dal centro storico si può salire verso il Castello Superiore, collegato da una suggestiva cinta muraria lunga circa due chilometri. Il percorso passa per il sentiero dei Carmini, breve ma in salita, che regala scorci sempre più ampi sulla pianura vicentina.
Una volta arrivati in alto, il panorama ripaga la fatica: si domina l’intero borgo, con i tetti rossi racchiusi dalle mura e la scacchiera perfettamente visibile al centro. Anche senza visitare gli interni, l’atmosfera è quella di una fortezza sospesa nel tempo.
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Chiese storiche e scorci medievali
Scendendo verso il centro si incontra la Chiesa di Sant’Antonio Abate, piccolo edificio medievale che custodisce opere della scuola dei Da Ponte. Poco distante si apre la Scalinata dei Carmini, uno degli scorci più suggestivi della città, che conduce alla Chiesa della Madonna del Carmine.
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Passeggiando lungo Corso Mazzini, la via principale, si trovano portici, botteghe e palazzi eleganti. Proseguendo oltre le mura si raggiunge la Pieve di Santa Maria, tra gli edifici religiosi più antichi del borgo, con una facciata barocca che spicca tra le case.
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Un borgo piccolo ma sorprendente
Marostica si visita in poche ore, ma sorprende per la concentrazione di storia medievale, tradizioni e panorami. Tra castelli, mura e la celebre scacchiera, il borgo veneto riesce a trasformare una semplice passeggiata in un viaggio dentro una leggenda. Una tappa perfetta da abbinare a Bassano del Grappa o alle colline vicentine, ma capace anche da sola di lasciare il segno.
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