Le api mellifere potrebbero essere molto più intelligenti di quanto si sia creduto finora. Un nuovo filone di ricerca internazionale ha infatti rafforzato l’ipotesi che questi insetti non si limitino a reagire a semplici stimoli visivi, ma siano capaci di elaborare vere e proprie informazioni numeriche. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, nasce da un lavoro congiunto tra l’Università di Trento e la Monash University, guidato dai neuroscienziati Mirko Zanon e Giorgio Vallortigara, e dalla zoologa Scarlett Howard.
L’esperimento che ha riaperto il dibattito
La questione centrale riguarda un dubbio scientifico acceso da anni: le api sanno davvero “contare” oppure si limitano a riconoscere schemi visivi ripetuti? In esperimenti precedenti, agli insetti erano stati mostrati simboli e configurazioni grafiche associati a numeri.
Le api venivano addestrate ad abbinare quantità e segni artificiali, raggiungendo una precisione del 75–80%, che scendeva al 60–65% nei test più complessi. Risultati superiori al caso, ma non sufficienti a convincere tutti. Una critica successiva aveva ribaltato la lettura dei dati, sostenendo che le api potessero basarsi solo su pattern visivi e non su una reale percezione numerica.
La svolta: vedere il mondo come una ape
La nuova ricerca ha cambiato prospettiva: gli scienziati hanno rianalizzato gli stimoli visivi utilizzati negli esperimenti, ma questa volta attraverso un modello che simula la percezione sensoriale delle api, tenendo conto della loro limitata acuità visiva.
Il risultato è stato sorprendente: quando gli stimoli vengono osservati “con gli occhi di un’ape”, emerge chiaramente una sensibilità alle quantità numeriche, non solo ai dettagli grafici. In altre parole, le api non si affiderebbero esclusivamente a forme e contrasti, ma riconoscerebbero effettivamente il numero degli elementi.
Una cognizione più complessa del previsto
Per i ricercatori, questo cambia il modo in cui si studia l’intelligenza animale. Come sottolinea la comunità scientifica coinvolta, ignorare la prospettiva sensoriale delle specie può portare a conclusioni distorte. Il punto centrale diventa quindi il metodo: per capire davvero le capacità cognitive degli animali, bisogna progettare esperimenti che rispettino il loro modo di percepire il mondo.
Le scoperte si inseriscono in un quadro già sorprendente: le api sono capaci di comunicazione complessa, memoria spaziale e apprendimento associativo avanzato. Ora, a questa lista si aggiunge la possibile abilità di elaborare numeri. Un dettaglio che non solo affascina la ricerca, ma apre nuove domande sul confine tra istinto e cognizione anche nelle forme di vita più piccole.
Fonte: Monash University / The Royal Society
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