La natura sa essere straordinariamente generosa ma anche incredibilmente insidiosa, soprattutto per chi ha appena visto la luce del sole. Nel territorio montano di Esino Lario, in provincia di Lecco, un piccolo puledro nato da appena ventiquattr’ore ha dovuto affrontare una drammatica prova di sopravvivenza.
Durante la giornata di mercoledì, l’animale è infatti scivolato accidentalmente in una scarpata particolarmente impervia in località Alpeggio Narele, scomparendo nella fitta vegetazione boschiva. Il neonato ha trascorso l’intera notte da solo, bloccato sul fondo del dirupo e al freddo, mentre l’allarme è scattato soltanto alle prime luci dell’alba di ieri, giovedì 18 giugno, quando i proprietari si sono accorti dell’assenza e hanno chiesto aiuto.
L’intervento del nucleo SAF e la mobilitazione da terra
La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente per gestire una situazione che appariva disperata a causa della tenerissima età dell’equino. Sul posto sono confluite le squadre del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Lecco, supportate dagli specialisti del nucleo SAF – Speleo Alpino Fluviale – e dal personale del distaccamento di Bellano. Una volta localizzato il puledro, i tecnici hanno dovuto fare i conti con l’estrema pendenza del burrone e con le condizioni del terreno. Considerato l’elevato risco di scivolamento e l’impossibilità di garantire l’incolumità del cucciolo tramite un trasporto a piedi, la sala operativa ha optato per una soluzione aerea.
Il decollo del reparto volo e il recupero con il verricello
Per sbloccare lo stallo è stato così disposto l’invio immediato del reparto volo dei Vigili del Fuoco, una mossa strategica che ha cambiato le sorti della giornata. L’equipaggio dell’elicottero ha sorvolato la zona boschiva e, grazie a una manovra millimetrica, ha calato gli operatori nel vuoto. Gli specialisti sono riusciti a immobilizzare e mettere in sicurezza il puledro, imbracandolo con delicatezza per non causargli traumi. Sollevato dal fondo del precipizio tramite il verricello, il piccolo animale è stato elitrasportato in pochi minuti verso una radura pianeggiante.
L’abbraccio materno e il battesimo in onore dell’elicottero
Una volta toccata la terraferma, si è consumato l’epilogo più emozionante di questa avventura alpina. L’equino è stato infatti immediatamente riconsegnato ai legittimi proprietari e riaffidato alle cure della madre, che lo attendeva in uno stato di evidente apprensione. Per manifestare una profonda e imperitura gratitudine verso gli uomini del soccorso, gli allevatori hanno preso una decisione simbolica, scegliendo di battezzare il cucciolo con il nome di Drago. Un omaggio esplicito alla flotta aerea dei Vigili del Fuoco che, volando dove ogni altro mezzo si ferma, ha permesso a questa giovanissima vita di ricominciare a correre nei prati della Valsassina.
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