Meravigliosa, solare, piena di scorci magnifici e in mezzo a un mare straordinario. Dopo oltre quarant’anni di campagne per la tutela del mare, Capri raggiunge un traguardo atteso da tempo: l’istituzione della sua Area Marina Protetta è finalmente realtà.
Con l’approvazione definitiva del disegno di legge da parte della VIII Commissione Ambiente della Camera in sede legislativa, si è infatti concluso l’iter parlamentare che ha dato vita alla nuova AMP “Isola di Capri”, uno strumento per proteggere uno degli ecosistemi più preziosi e conosciuti del Mediterraneo.
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Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dovrà completare gli adempimenti necessari per rendere operativa l’area. In più, il provvedimento stabilisce la separazione definitiva tra le due realtà precedentemente unite nella denominazione dell’area marina di reperimento “Penisola della Campanella – Isola di Capri”: da una parte “Punta Campanella”, dall’altra “Isola di Capri”, ciascuna con un proprio percorso gestionale.
L’isola simbolo del Mediterraneo
Capri è da sempre uno dei luoghi più iconici del Mediterraneo: un’isola famosa in tutto il mondo per il suo paesaggio, le sue acque cristalline e la ricchezza dei suoi fondali. Eppure, fino a oggi, era rimasta senza un’Area Marina Protetta dedicata. La nascita della nuova AMP colma quindi una storica lacuna nel sistema italiano delle aree marine tutelate e rappresenta un passo verso gli obiettivi della Strategia europea 30×30, che punta a proteggere almeno il 30% delle aree marine entro il 2030.
Un traguardo importante non solo per la conservazione della biodiversità, ma anche per costruire un modello diverso di rapporto con il mare: fatto di ricerca scientifica, monitoraggio, educazione ambientale e turismo più sostenibile.
A festeggiare il risultato è soprattutto Marevivo, la fondazione che proprio da Capri ha iniziato, oltre quarant’anni fa, il proprio percorso per la difesa degli ecosistemi marini.
Marevivo nasce oltre quarant’anni fa proprio a Capri, da cui sono partite le nostre prime campagne per la tutela del mare. Da allora abbiamo lavorato con dedizione e costanza per proteggere la straordinaria biodiversità dell’isola. Siamo convinti che le Aree Marine Protette debbano essere non solo strumenti di conservazione, ma anche centri di ricerca scientifica, monitoraggio della biodiversità, educazione ambientale e diffusione della cultura del mare, dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo.
Per Marevivo, la nuova Area Marina Protetta non rappresenta soltanto un nuovo confine sulla carta, ma può diventare un laboratorio di tutela e sviluppo sostenibile. Grazie alla sua biodiversità, alla posizione strategica nel Mediterraneo e alla sua fama internazionale, Capri potrebbe trasformarsi in un esempio di equilibrio possibile tra protezione della natura, ricerca, turismo responsabile ed economia del mare.
L’istituzione dell’AMP arriva, infine, in un momento in cui il sistema italiano delle aree marine protette continua a chiedere maggiore attenzione e risorse. Oggi le AMP italiane sono 32, comprese due aree archeologiche sommerse, a fronte delle 52 previste dalla legge quadro sulle aree protette del 1991.
La sfida, ora, sarà trasformare la nuova Area Marina Protetta di Capri in uno strumento concreto: capace di proteggere coralli, praterie di Posidonia, specie marine e habitat vulnerabili, ma anche di coinvolgere chi vive l’isola ogni giorno, per garantire un futuro a quei territori che dal mare traggono identità, cultura ed economia.