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Cibo

Dalle melanzane alle uova: questi sono i cibi che sono aumentati di più a causa del caro carburante

Francesca Biagioli
20/04/2026 13:00:00

Fare la spesa, in questo periodo, sta diventando un’impresa sempre più difficile. La Pasqua appena trascorsa ha portato con sé una vera e propria stangata per le famiglie italiane, con i prezzi di numerosi prodotti alimentari che hanno registrato aumenti significativi rispetto allo scorso anno. A fotografare la situazione è Assoutenti, che ha analizzato i dati sull’inflazione diffusi dall’Istat, e il quadro che emerge non è dei più confortanti.

In media, i prodotti alimentari segnano un rialzo del 2,8% su base annua, con punte del 4,7% per quelli non lavorati. Ma per alcune categorie di alimenti i rincari sono molto più marcati, e basta mettere piede al mercato o al supermercato per accorgersene.

I cibi che costano di più

Tra i prodotti che pesano di più sul portafoglio, la carne bovina spicca con un aumento dell’8,4% su base annua, mentre quella ovina segna un +7,2%. Le uova, tra gli ingredienti più versatili e quotidiani della cucina italiana, rincarano dell’8,5%.

Non se la passano meglio la frutta e la verdura. I limoni costano il 10,8% in più rispetto a un anno fa, le fragole il 10,4%. Tra gli ortaggi, i pomodori segnano un +9%, le zucchine superano l’11%, mentre le melanzane registrano il rincaro più vistoso di tutti: ben il 21,5% in più. I piselli, freschi o in scatola che siano, sono aumentati del 19,6%.

A rendere ancora più amaro il mese di aprile ci hanno pensato poi le uova di Pasqua e i prodotti a base di cioccolato, che quest’anno sono costati in media il 6,4% in più rispetto alla Pasqua precedente. Un piccolo lusso sempre meno accessibile, insomma.

Ecco l’elenco dei prodotti che sono aumentati di più, secondo le stime:

Colpa del caro carburanti

Secondo Assoutenti, una delle cause principali di questi rincari è l’escalation dei prezzi dei carburanti, aggravata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il gasolio e la benzina più cari si traducono direttamente in costi di trasporto più elevati, soprattutto per i prodotti freschi che percorrono centinaia di chilometri su gomma prima di arrivare sugli scaffali, come ha spiegato il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, che chiede al governo di prorogare fino alla fine dell’emergenza il taglio delle accise su benzina e gasolio, vigilando allo stesso tempo su eventuali speculazioni o andamenti anomali dei listini.

Non mancano poi segnali di allarme anche al di fuori del carrello della spesa. I voli nazionali, ad esempio, sono aumentati del 12,6% e i servizi di alloggio segnano un +4%.

Cosa possiamo fare?

Di fronte a questi rincari, adottare qualche piccola strategia quotidiana può aiutare a contenere i danni. Preferire i prodotti di stagione e a chilometro zero, spesso meno esposti ai costi di trasporto, è una scelta che conviene sia al portafoglio che all’ambiente. Acquistare direttamente dai produttori locali, nei mercati rionali o tramite i gruppi di acquisto solidale, può fare la differenza.

E pianificare la spesa settimanale con attenzione, riducendo gli sprechi, resta uno degli strumenti più efficaci per non farsi travolgere dall’onda dei prezzi in salita.

Fonte: Assoutenti

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Articolo di Green Me