La qualità della vita in Italia non è più un concetto unico, ma una somma di condizioni diverse che cambiano radicalmente in base all’età e alla provincia. La sesta edizione dell’indagine del Sole 24 Ore introduce una lettura più profonda del benessere, basata su 60 indicatori territoriali (20 per ciascuna fascia d’età: bambini, giovani e anziani), aggiornati e certificati da fonti ufficiali.
Il report fotografa un Paese a più velocità, dove benessere infantile, opportunità per i giovani e servizi per gli anziani seguono logiche territoriali molto diverse. In cima alle classifiche emergono tre realtà simbolo: Firenze per i bambini, Bolzano per i giovani e Trieste per la popolazione anziana. Tra le novità più significative entrano due elementi chiave: la presenza di relazioni sociali di supporto e la possibilità di accedere a servizi di prossimità entro 15 minuti a piedi, come farmacie, negozi e spazi ricreativi.
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Un’Italia che cambia: meno bambini, più anziani
I dati demografici delineano uno scenario critico. Secondo le stime ISTAT 2024-2034, la popolazione tra 0 e 14 anni diminuirà tra -12% e -19%, mentre quella tra 15 e 35 anni crescerà solo nel Centro-Nord e calerà fino al -10% nel Mezzogiorno. Gli anziani invece aumenteranno del +19%, segnando un forte squilibrio generazionale. Il Paese si trova quindi davanti a un “degiovanimento” progressivo: meno giovani, più anziani e una pressione crescente sui sistemi sociali e sanitari.
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Bambini: Firenze guida, Sud in difficoltà
Nella classifica dedicata ai bambini emerge il primato di Firenze, grazie a servizi educativi, accesso alla sanità pediatrica e rete sociale. Tra le migliori figurano anche Milano (servizi sanitari e scolastici avanzati), Trieste, Cagliari e Genova.
Il Mezzogiorno mostra invece più fragilità: Trapani chiude la graduatoria. Tra i dati nazionali spicca la fecondità media di 1,14 figli per donna, mentre a Cagliari si scende fino a 0,75 figli per donna, nonostante un’alta presenza di pediatri. Milano si distingue per servizi avanzati come scuole attrezzate e assistenza sanitaria diffusa, ma perde posizioni per lo spazio abitativo medio delle famiglie, pari a 56,6 metri quadrati.
Giovani: lavoro e autonomia il nodo centrale
Per i giovani il divario principale riguarda il lavoro. A Taranto la disoccupazione under 35 raggiunge il 44%, uno dei dati più alti del Paese, mentre Bologna si conferma polo universitario con 1 giovane su 2 laureato. Bolzano guida la classifica generale dei giovani grazie a occupazione, servizi e qualità urbana, seguita da Trento e Gorizia, mentre altre città mostrano un equilibrio più fragile tra formazione e inserimento lavorativo.
In fondo alla graduatoria si collocano molte province del Sud, con forti difficoltà su occupazione e istruzione. Il sondaggio Eumetra-Fondazione Fair aggiunge un dato interessante: 4 giovani su 5 sono soddisfatti della propria vita, ma solo il 42% lo è della salute mentale e appena il 27% del lavoro. Il tema più sentito non è il reddito, ma l’equilibrio personale.
Anziani: Trieste domina, Milano e Roma solide
Tra gli over 65 la leadership è di Trieste, che eccelle per assistenza domiciliare e partecipazione sociale. Subito dietro si colloca Trento, forte nei servizi di cura e nel coinvolgimento civile. Milano registra invece gli assegni pensionistici medi più elevati del Paese, pari a 26.300 euro annui, mentre città come Bari, Napoli e Palermo si distinguono per la presenza di servizi di prossimità dedicati agli anziani. Il Nord-Est domina complessivamente la classifica grazie a servizi sanitari, assistenza domiciliare e partecipazione sociale. In coda si trova Vibo Valentia, simbolo del divario territoriale ancora marcato.
Un Paese tra squilibri e trasformazioni sociali
L’indagine evidenzia un’Italia attraversata da cambiamenti profondi: aumentano le persone che vivono sole (+7,9%), cresce il consumo di antidepressivi (+3,3%) e peggiorano le competenze scolastiche, con il 44% degli studenti in difficoltà numeriche e il 39,9% nelle competenze linguistiche. L’età media delle madri sale a 32,7 anni, mentre i matrimoni scendono a 2,8 ogni mille abitanti.
Nord in testa, Sud in coda: un divario strutturale
Il quadro finale conferma una tendenza purtroppo consolidata: il Nord domina quasi tutte le classifiche. Le prime 20 posizioni dei giovani sono interamente settentrionali, mentre 18 delle ultime 20 appartengono al Sud. Tra i territori più equilibrati emergono Trieste, Trento e Aosta, capaci di mantenere buoni risultati su più generazioni.
Una bussola per il futuro dei territori
L’indice 2026 non è solo una classifica, ma una fotografia delle fragilità del Paese. Servizi, lavoro, istruzione e relazioni sociali diventano fattori decisivi per capire dove si vive meglio e perché. Un’Italia che cambia velocemente, ma in modo ancora diseguale.
Fonte: Il Sole 24 ORE
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