menu
menu
Lifestyle

Il verde in città sta diventando un lusso per ricchi: lo studio che svela il “green divide” in Europa

Germana Carillo
12/05/2026 13:00:00

Si chiama “green divide” e già la dice lunga: molto presto, saranno solo i più ricchi ad avere accesso alle zone verdi, e dunque al benessere che ne consegue, mentre i meno abbienti sono destinati ad aree grigie e a servizi peggiori.

È il cosiddetto “divario verde”, appunto, delineato dai ricercatori della Commissione Europea e dell’Università di Copenaghen in uno studio pubblicato su Nature Communications, secondo cui meno del 15% delle persone che vivono nelle 862 città analizzate ha un accesso adeguato ad alberi, ombra e spazi verdi. Ergo: in pochissimi accede facilmente al verde e alla natura con relativi effetti benefici per salute e portafoglio.

Leggi anche: Quanti alberi vedi dalla tua finestra? Scopri se hai abbastanza verde a disposizione con la regola del 3-30-300

Dallo studio, emerge anche che le città del nord-ovest dell’Europa, più ricco, hanno il doppio delle probabilità di soddisfare gli standard 3-30-300 rispetto a quelle dell’Europa meridionale e orientale, ossia le linee guida per il buon vivere che consigliano di vedere dalla propria abitazione almeno 3 alberi, che il 30% del quartiere in cui si vive sia coperto da verde e di vivere a meno di 300 metri da un parco.

Lo studio

Lo studio mette in luce una realtà che molte persone sperimentano già nella vita quotidiana: non tutti i quartieri sono uguali davanti al caldo, all’inquinamento e alla mancanza di spazi pubblici vivibili. Le aree più verdi tendono infatti a coincidere con gli insediamenti più ricchi. Al contrario, nei quartieri più fragili e densamente urbanizzati, dove spesso il bisogno di alberi, ombra e parchi sarebbe maggiore, la presenza di natura è più scarsa.

È qui che il verde urbano smette di essere solo una questione ambientale e diventa anche una questione sociale, dal momento che avere alberi vicino casa significa poter affrontare meglio le temperature estreme, avere luoghi di incontro, ridurre lo stress e migliorare la salute. Non averli, invece, vuol dire essere più esposti agli effetti della crisi climatica.

La regola 3-30-300 è stata pensata proprio per rendere comprensibile un principio fondamentale: il verde deve essere vicino, visibile e diffuso: una città davvero sostenibile deve garantire natura anche nei quartieri periferici, popolari e più vulnerabili.

Il dato più forte dello studio è che la maggior parte delle città europee non riesce oggi a garantire un accesso equo alla natura urbana. Secondo gli autori dello studio è necessario un vero cambio di paradigma nella pianificazione urbana: il verde non può più essere trattato come un elemento decorativo o come un lusso da aggiungere a posteriori, ma deve diventare una infrastruttura essenziale, al pari dei trasporti, delle scuole e dei servizi sanitari.

Se i nuovi interventi verdi finiscono solo nelle zone centrali, turistiche o già benestanti, il rischio è quello di ampliare ulteriormente le disuguaglianze. Al contrario, una vera strategia di riforestazione urbana dovrebbe partire dalle aree più esposte al caldo, più cementificate e con meno accesso agli spazi pubblici.

Il messaggio dello studio è chiaro: nelle città europee il verde è ancora troppo spesso un privilegio. Ma in piena crisi climatica dovrebbe essere considerato un diritto. Per tutti, non solo per chi può permettersi di vivere nei quartieri più alberati.

Leggi anche:

Articolo di Green Me