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Tecnologia

Turbine eoliche, dipingere una sola pala nera aiuta gli uccelli a evitare le collisioni, lo studio norvegese

Ilaria Rosella Pagliaro
09/06/2026 14:21:00

Una pala dipinta di nero, una sola, su un’enorme turbina bianca che gira nel vento. Sembra quasi un dettaglio estetico, una scelta un po’ strana lasciata lì da qualcuno con troppa voglia di distinguersi. Invece, dentro quel contrasto netto potrebbe esserci una delle soluzioni più semplici per ridurre una parte delle collisioni tra uccelli e turbine eoliche.

Il tema è sempre lo stesso, e pesa ogni volta che si parla di energia pulita: l’eolico serve, perché produce elettricità senza bruciare combustibili fossili, però può creare problemi alla fauna selvatica quando gli impianti vengono costruiti in aree delicate. Tra gli animali più esposti ci sono gli uccelli, soprattutto rapaci e specie che attraversano rotte abituali, perché le pale in movimento possono diventare un ostacolo difficile da percepire in tempo.

LEGGI anche: Dipingere motivi geometrici in bianco e nero sulle pale eoliche può salvare gli uccelli dalla collisione, lo studio

A Smøla, un arcipelago della Norvegia centrale, alcuni ricercatori hanno testato una soluzione quasi disarmante: dipingere di nero una delle tre pale del rotore. Secondo lo studio pubblicato su Ecology and Evolution, il tasso annuo di mortalità degli uccelli vicino alle turbine trattate è diminuito di oltre il 70% rispetto alle turbine vicine rimaste bianche. Il risultato più evidente ha riguardato i rapaci: dopo la verniciatura, nell’area delle turbine dipinte, i ricercatori non hanno più trovato carcasse di aquila di mare coda bianca.

Il trucco del contrasto

Il motivo ha a che fare con il modo in cui gli uccelli vedono le pale mentre ruotano. A certe velocità, il movimento può creare una specie di impasto visivo, una strisciata chiara che rende il rotore meno leggibile. La pala nera spezza quell’effetto. Introduce una discontinuità. Fa apparire la turbina come qualcosa di più netto, più presente, più facile da intercettare prima che sia tardi.

La stessa logica del contrasto visivo era già emersa anche in altri lavori sulle turbine eoliche, come quello sui motivi geometrici in bianco e nero sulle pale, pensati per rendere la struttura più riconoscibile agli uccelli marini. Cambia il disegno, resta l’idea di fondo: se il problema passa anche dalla percezione, allora rendere le pale più visibili può ridurre il rischio.

A Smøla l’esperimento è stato condotto su turbine già operative, e questo ha reso l’intervento più complicato e costoso del previsto. Dipingere pale installate, sospese a decine di metri d’altezza, richiede mezzi, personale e condizioni meteo favorevoli. Applicare il colore prima del montaggio sarebbe molto più semplice. Una modifica minima in fase di costruzione, insomma, può pesare molto meno di un intervento correttivo a impianto già avviato.

La vernice da sola non salva tutto

Il dato norvegese è forte, però va maneggiato con prudenza. Gli stessi ricercatori hanno indicato la necessità di ripetere l’esperimento in altri contesti, con altre specie e altri paesaggi. Un parco eolico costiero della Norvegia, con determinate condizioni di luce, sfondo e biodiversità, può rispondere in modo diverso rispetto a un impianto in pianura, in mare aperto o vicino a zone di migrazione intensa.

Questa cautela è diventata ancora più importante dopo un nuovo studio condotto a Eemshaven, nei Paesi Bassi, dove una sperimentazione più ampia non ha trovato una riduzione statisticamente significativa delle collisioni con una sola pala nera. In quel caso i ricercatori hanno ipotizzato che lo sfondo più “affollato” del paesaggio rendesse il contrasto meno efficace, e che per le turbine moderne, più grandi e con rotazione più lenta, il problema del movimento sfocato possa contare meno di quanto si pensasse.

Il risultato olandese non chiude la strada alla verniciatura delle pale. Semmai la rende più interessante e meno vendibile come soluzione magica. Il contrasto funziona in alcune condizioni, in altre potrebbe servire un disegno diverso, un colore diverso, una combinazione più visibile o una strategia costruita sulle specie presenti in quell’area. Alcuni test stanno andando avanti anche negli Stati Uniti, dove pale nere sono state applicate in un parco eolico del Wyoming per capire meglio l’effetto su aquile, altri uccelli e pipistrelli.

Prima il posto, poi il colore

La parte più importante resta la scelta del sito. La vernice può aiutare, gli algoritmi di monitoraggio possono fermare le turbine quando gli uccelli si avvicinano, i sensori possono migliorare la gestione degli impianti. Tutto questo arriva dopo una decisione più pesante: dove costruire. Tenere i parchi eolici lontani da corridoi migratori, aree di alimentazione, zone di nidificazione e habitat particolarmente sensibili rimane la misura più solida.

L’eolico continuerà a crescere, perché la transizione energetica ha bisogno di impianti reali, non solo di buone intenzioni. Proprio per questo ogni correzione tecnica conta. Una pala nera non cancella il conflitto tra infrastrutture e biodiversità, però mostra una cosa concreta: anche il modo in cui una turbina appare nel paesaggio può cambiare il destino degli animali che la incontrano.

Una riga di vernice non basta a fare pace con la natura. Però, a volte, può evitare un impatto. E già questo merita più attenzione di quanta ne abbia una pala bianca che gira zitta nel cielo.

Fonte: Ecology and Evolution

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Articolo di Green Me