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Cibo

Sai cos’è quella patina bianca che ricopre mirtilli e uva? Non fare questo comune errore quando li compri

Rosita Cipolla
23/05/2026 08:30:00

Hai mai preso in mano un grappolo d’uva o una manciata di mirtilli e notato quella sottile patina bianca e opaca che li ricopre? In molti la strofinano via d’istinto, convinti si tratti di polvere, residui di pesticidi o chissà cos’altro.

Invece si chiama pruina, ed è una delle strategie più sofisticate che la natura abbia mai messo a punto per proteggere i suoi frutti. E no, non va rimossa: anzi, la sua presenza è spesso un ottimo segnale.

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Che cos’è la pruina

La pruina è uno strato ceroso naturale che alcuni frutti producono autonomamente per proteggersi dagli agenti esterni. Composta principalmente da cere naturali, alcoli grassi e altri composti lipidici, questa sostanza dall’aspetto biancastro e opaco non ha nulla a che vedere con trattamenti chimici o contaminazioni esterne. È il frutto stesso a sintetizzarla, grazie a un meccanismo evolutosi nel corso di milioni di anni.

Il nome deriva dal latino e significa letteralmente “brina”, proprio per quella somiglianza con la patina ghiacciata che si forma sulle superfici nelle mattinate più fredde. Un’immagine che rende perfettamente l’idea.

Quali frutti sviluppano la pruina

mirtilli

©Alexshyripa/123rf

La pruina è una vera e propria armatura biologica multifunzione. Prima di tutto agisce come barriera contro la perdita di umidità, impedendo al frutto di disidratarsi prematuramente e mantenendolo fresco e sodo più a lungo. Funziona anche da scudo contro i raggi ultravioletti, che potrebbero danneggiare i tessuti delicati durante la maturazione. Ma non finisce qui: questo rivestimento ceroso crea un ambiente ostile per batteri, funghi e altri microrganismi patogeni, riducendo il rischio di infezioni e marciume. E scoraggia persino alcuni insetti, rendendo la superficie del frutto meno invitante per le punture dei parassiti. Tutto questo senza nessun intervento esterno: solo chimica vegetale pura.

Non tutti i frutti la sviluppano, ma quelli che la producono appartengono principalmente alla famiglia delle drupacee e ad alcune varietà di bacche. L’uva è l’esempio più iconico: quella patina che vedi su ogni singolo acino di un grappolo fresco è esattamente la pruina in azione. Poi ci sono le prugne, soprattutto nelle varietà a buccia scura, e i mirtilli, in particolare quelli selvatici o poco manipolati.

Anche alcune varietà di susine, certi fichi e persino qualche agrume possono presentarla, anche se in modo meno evidente. La quantità e la visibilità della pruina variano in base alla varietà, alle condizioni climatiche durante la crescita e al grado di maturazione. Vale la pena saperlo: i frutti coltivati con metodi biologici o biodinamici tendono a conservarla meglio, proprio perché subiscono meno trattamenti e manipolazioni post-raccolta.

Cosa non fare quando mangi uva o mirtilli

La prossima volta che compri frutta come uva, prugne o mirtilli, evita di lavarli subito. Come consigliano vari nutrizionisti, l’ideale sarebbe conservare i frutti in frigo (o fuori se si preferisce) e sciacquarli per bene con acqua poco prima di mangiarli. In questo modo quella patina chiara continuerà a fare da scudo a eventuali funghi e batteri.

La pruina non è un difetto da correggere o da temere. È un segno che il frutto è fresco, poco manipolato e ancora integro nella sua forma più autentica.

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Articolo di Green Me