Il Consiglio comunale di Taranto ha approvato all’unanimità una mozione destinata – si spera – a fare scuola ben oltre i confini locali. L’iniziativa, promossa dal consigliere Giandomenico Vitale, impegna la Giunta a sollecitare il Governo affinché dia finalmente attuazione alla Legge delega 106 del 2022, che prevede il superamento definitivo dell’uso degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti. Un passaggio politico netto, sostenuto da tutte le forze presenti in aula, che dimostra come il tema del benessere animale riesca oggi a superare le divisioni ideologiche.
Una legge già esistente ma ancora sospesa
Il cuore della questione è proprio questo: una norma esiste già, ma la sua applicazione concreta è stata rinviata più volte. La mozione tarantina richiama esplicitamente l’urgenza di trasformare il principio in realtà, sottolineando anche il riferimento all’articolo 9 della Costituzione, che tutela gli animali. Non solo: il testo evidenzia come la legge preveda anche fondi per la riconversione del settore circense, sostenendo lavoratori e imprese nel passaggio verso spettacoli privi di sfruttamento animale.
Il ruolo dei Comuni e la pressione dal basso
Sebbene i Comuni non abbiano il potere di vietare direttamente l’utilizzo di animali nei circhi, possono esercitare una forte pressione politica. È proprio questa la strategia adottata da Taranto, che si aggiunge a città come Roma, Milano e Genova. Parallelamente, l’amministrazione si impegna a promuovere campagne di sensibilizzazione e a favorire spettacoli alternativi, puntando su un cambiamento culturale oltre che normativo.
L’impegno delle associazioni e la richiesta al Governo
Determinante è stato il confronto con LAV, da anni in prima linea contro l’utilizzo degli animali nei circhi. Secondo l’associazione, la scelta del Consiglio comunale rappresenta un ulteriore tassello in un percorso già avviato in molte realtà italiane ed europee. Ora l’attenzione si sposta sul Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, chiamato a dare seguito a una volontà politica sempre più ampia e trasversale.
Un segnale forte che guarda all’Europa
Con oltre 50 Paesi che hanno già adottato misure simili, l’Italia rischia di restare indietro. La mozione di Taranto, invece, rilancia il tema con forza, trasformandosi in un segnale chiaro: il cambiamento è richiesto non solo dalle istituzioni locali, ma anche da una parte crescente dell’opinione pubblica.
Fonte: LAV
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