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Cultura

Il Parco degli Acquedotti diventa Luogo del Cuore e si aggiudica il bando FAI per “rinascere”

Ilaria Rosella Pagliaro
23/01/2026 15:24:00

C’è un posto a Roma dove il tempo non ha mai smesso di scorrere davvero. Scorre sotto forma di acqua, di archi antichi, di passeggiate lente la domenica mattina. È il Parco degli Acquedotti, e oggi torna al centro dell’attenzione perché ha vinto il bando FAI “I Luoghi del Cuore”, ottenendo fondi importanti per la sua riqualificazione. Ma questa non è una notizia da addetti ai lavori. È una di quelle storie che parlano di città vissute, di memoria e di affezione reale.

Un parco che non è solo verde, ma un pezzo di Roma che continua a respirare

Il Parco degli Acquedotti si trova nel quadrante sud-est della Capitale, tra Appio Claudio e via delle Capannelle, ed è parte del Parco Regionale dell’Appia Antica, che con i suoi 240 ettari è la più grande area verde protetta urbana d’Europa. Qui convivono, senza bisogno di spiegazioni, archeologia monumentale e vita quotidiana.

Roma, Parco degli Acquedotti

Roma, Parco degli Acquedotti

Qui convivono campi aperti, sentieri battuti e resti monumentali di sei acquedotti romani: Anio Vetus, Aqua Marcia, Tepula, Iulia, Claudio e Anio Novus.

Non è un parco “da cartolina”, ma uno di quelli dove si corre, si porta il cane, si chiacchiera su una panchina mentre sullo sfondo passano secoli di storia. Sei degli undici acquedotti dell’antica Roma attraversano quest’area: dall’Anio Vetus all’Aqua Marcia, dalla Tepula allo Iulia, fino al Claudio e all’Anio Novus. Archi enormi, linee potenti, costruzioni che raccontano quanto l’acqua fosse una cosa seria già duemila anni fa.

Accanto a loro c’è anche l’Acquedotto Felice, fatto costruire nel Cinquecento da papa Sisto V. È proprio da una sua diramazione che nasce il laghetto del parco, uno di quei luoghi che molti romani conoscono bene ma che raramente finiscono nei racconti ufficiali della città.

Roma, Parco degli Acquedotti Acquedotto Felice

Roma, Parco degli Acquedotti Acquedotto Felice

Perché il parco degli acquedotti è diventato un “luogo del cuore”

Nel censimento FAI del 2024, l’area del laghetto del Parco degli Acquedotti ha raccolto 17.251 voti, arrivando al 24° posto a livello nazionale e risultando il luogo romano più votato. Un numero che non nasce per caso.

Qui la memoria storica non è chiusa dietro una recinzione. È attraversabile, quotidiana, quasi domestica. È uno di quei posti che non senti il bisogno di spiegare, perché ti basta portarci qualcuno per farlo capire. Ed è proprio questa relazione spontanea con il territorio che ha convinto il FAI a sostenere il progetto di riqualificazione.

Roma, Parco degli Acquedotti lago

Roma, Parco degli Acquedotti laghetto

Il finanziamento complessivo è di 106 mila euro, di cui 36 mila messi a disposizione dal FAI e da Intesa Sanpaolo, mentre il resto arriva da Roma Capitale, dal Parco dell’Appia Antica e dagli assessorati coinvolti.

Cosa cambierà

Il progetto di riqualificazione punta a recuperare il laghetto, le sue sponde e le visuali storiche, lavorando anche sul tracciato del Fosso dell’Acqua Mariana, realizzato nel 1122. L’idea è rendere l’area più leggibile, più accessibile, più stabile dal punto di vista ambientale. Non ci saranno trasformazioni spettacolari. Si parla di materiali a basso impatto, percorsi semplici, spazi di sosta pensati per chi il parco lo usa davvero, e attenzione alla biodiversità che già esiste.

Roma, Parco degli Acquedotti laghetto

Roma, Parco degli Acquedotti laghetto

Questo risultato nasce da una relazione lunga e concreta tra le persone e il luogo, maturata sul campo molto prima che qualcuno se ne accorgesse ufficialmente. Prima c’è stato l’uso quotidiano, poi la richiesta di tutela, infine il riconoscimento. Ed è forse questo l’aspetto più interessante: il Parco degli Acquedotti non è stato “rilanciato”, è stato ascoltato.

Fonte: FAI

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Articolo di Green Me