Zendaya e Hunter Schafer, tra amicizia e talento: come “Euphoria” influenza le tendenze beauty e ispira i ragazzi italiani
Cosa succede quando una serie tv trasforma il glitter in un linguaggio emotivo e un eyeliner in una dichiarazione di identità? Succede “Euphoria”. E, al centro di questo universo ipnotico fatto di luci al neon, lacrime luminose e adolescenze fragili, ci sono Zendaya e Hunter Schafer: due talenti capaci di andare oltre lo schermo e lasciare un segno profondo anche tra i ragazzi italiani.
Entrare nel mondo di “Euphoria” significa attraversare corridoi di scuola illuminati da riflessi viola, feste notturne dove il trucco cola insieme alle certezze, camere da letto in cui ci si guarda allo specchio cercando una versione più vera di sé. In questo viaggio, voi troverete molto più di una serie cult: un fenomeno culturale che sta cambiando il modo di parlare di bellezza, amicizia, stile e libertà personale.
Due presenze magnetiche, oltre i personaggi
Zendaya, nei panni di Rue Bennett, porta sullo schermo una vulnerabilità ruvida, spesso scomoda. Il suo personaggio non chiede di essere salvato né addolcito: è contraddittorio, doloroso, vivo. Hunter Schafer, che interpreta Jules Vaughn, incarna invece una sensibilità luminosa e mobile, una ragazza che usa colori, abiti e make-up per costruire e ricostruire il proprio spazio nel mondo.
La forza della loro relazione artistica risiede proprio nel contrasto. Rue e Jules sembrano due pianeti vicini ma difficili da raggiungere: una cerca silenzio e anestesia, l’altra rincorre movimento, immaginazione, trasformazione. Tra loro si crea un legame intenso, imperfetto e riconoscibile per chiunque abbia vissuto un’amicizia capace di diventare rifugio, confusione, desiderio di essere capiti.
Anche fuori dal set, Zendaya e Hunter Schafer hanno mostrato negli anni una sintonia fatta di stima reciproca e sostegno. Senza alimentare etichette o narrazioni forzate, il pubblico ha percepito una vicinanza autentica. È questa autenticità, più della posa da red carpet, a renderle così influenti.
Il beauty di “Euphoria” non serve a nascondersi
Prima di “Euphoria”, il trucco televisivo spesso puntava a rendere i personaggi più belli, ordinati, desiderabili. Nella serie HBO, invece, il make-up racconta ciò che le parole non riescono a dire. Un ombretto azzurro può diventare malinconia. Una cascata di strass sul viso può rivelare il bisogno di essere visti. Un eyeliner grafico può segnare un confine.
Il merito è anche del lavoro della make-up artist Doniella Davy, che ha creato un’estetica diventata immediatamente riconoscibile. Pelle luminosa, glitter applicato come rugiada sulle palpebre, ciglia colorate, cristalli, sfumature saturissime: il beauty look di “Euphoria” ha trasformato il volto in una tela emotiva.
Per voi che seguite le tendenze beauty, il messaggio più interessante è un altro: non esiste un solo modo corretto di truccarsi. Il trucco può essere minimal, teatrale, romantico, punk, nostalgico. Può servire a giocare, a proteggersi o semplicemente a sentirsi più vicini alla propria immagine.
Tra le tendenze “Euphoria” più amate in Italia troviamo:
- eyeliner grafico, nero o colorato, con linee sospese e dettagli geometrici;
- glitter delicato sugli occhi, da scegliere in versioni argento, lilla, rosa o oro;
- strass adesivi applicati vicino agli zigomi o all’angolo esterno dell’occhio;
- blush visibile e luminoso, steso alto sulle guance per un effetto fresco;
- ombretti pastello, soprattutto azzurro cielo, lavanda e verde acqua;
- sopracciglia naturali, meno scolpite e più fedeli alla loro forma reale.
Non bisogna replicare ogni look in modo letterale. L’ispirazione più riuscita nasce quando il dettaglio visto sullo schermo incontra il vostro stile quotidiano. Un piccolo punto luce sull’occhio, per esempio, può illuminare anche un outfit essenziale composto da jeans, camicia bianca e sneakers.
Zendaya insegna la forza della sottrazione
Se Jules è esplosione cromatica e sperimentazione, Zendaya porta spesso una lezione beauty diversa, ma altrettanto potente. Sul red carpet alterna look spettacolari a momenti di sofisticata essenzialità, dimostrando che l’eleganza non coincide sempre con l’eccesso.
La sua bellezza comunica controllo e libertà: pelle radiosa, labbra nude, capelli raccolti con precisione oppure mossi in modo naturale, sguardo definito senza essere appesantito. Ogni scelta sembra dire che non serve inseguire ogni tendenza per essere memorabili.
Questo approccio parla molto anche al pubblico italiano, tradizionalmente attento alla cura dei dettagli. Zendaya ricorda che un beauty look efficace nasce dall’equilibrio, non dalla quantità di prodotti usati. Una base leggera, un correttore ben sfumato, un mascara che apre lo sguardo e un gloss trasparente possono bastare per sentirsi pronti, senza perdere personalità.
Hunter Schafer e il coraggio di cambiare forma
Hunter Schafer ha portato nella cultura pop una visione della moda e della bellezza più fluida, artistica e coraggiosa. Il suo stile non sembra mai voler rassicurare tutti. Preferisce incuriosire, spostare lo sguardo, suggerire possibilità nuove.
In “Euphoria”, Jules cambia spesso look perché cambia prospettiva. I suoi abiti mescolano riferimenti anni Duemila, silhouette delicate, trasparenze, stampe, accessori giocosi. Il suo make-up passa dalla leggerezza quasi fiabesca a toni più intensi e malinconici. Non è solo estetica: è narrazione.
Per tanti adolescenti e giovani adulti italiani, questa libertà è diventata uno stimolo importante. Non tanto per imitare un vestito o una palette, quanto per concedersi il diritto di sperimentare. In una cultura social dove l’immagine può diventare facilmente una gabbia, Hunter Schafer suggerisce che si può cambiare idea, look, taglio di capelli, linguaggio visivo. E non c’è nulla di superficiale in questo.
Perché “Euphoria” parla così tanto ai ragazzi italiani
Il successo della serie in Italia non dipende soltanto dalle sue scene iconiche o dai beauty trend su TikTok e Instagram. “Euphoria” ha intercettato un bisogno reale: quello di vedere rappresentate emozioni complesse senza filtri rassicuranti.
Ansia, dipendenze, solitudine, identità, sessualità, desiderio di appartenenza: sono temi che la serie affronta con intensità, talvolta in modo volutamente estremo. Proprio per questo richiede uno sguardo consapevole, ma riesce anche ad aprire conversazioni che spesso restano nascoste.
Zendaya e Hunter Schafer, con Rue e Jules, mostrano due modi diversi di attraversare l’incertezza. Nessuna delle due offre una formula perfetta. E forse è qui la loro influenza più preziosa: ricordano che crescere non significa avere sempre risposte, ma imparare a riconoscere le proprie domande.
Come portare l’ispirazione nella vita reale
Se volete tradurre l’estetica di “Euphoria” in qualcosa di vostro, senza sentirvi travestiti, potete partire da piccoli gesti:
- scegliete un solo elemento audace, come un eyeliner color prugna o un gloss ultra brillante;
- abbinate il trucco a un’emozione, non soltanto a un trend: oggi volete sentirvi energici, romantici, misteriosi?
- sperimentate prima a casa, con una playlist che vi piace e senza la pressione di dover pubblicare tutto;
- rispettate la vostra pelle: rimuovete bene glitter e prodotti a fine giornata, usando formule adatte al viso;
- lasciate spazio all’imperfezione, perché una linea non perfettamente simmetrica può avere più carattere di un look troppo costruito.
L’eredità di “Euphoria” non è un cristallo incollato sotto l’occhio, né un ombretto acceso comprato all’ultimo momento. È l’idea che la bellezza possa essere un luogo di espressione, non di giudizio. Zendaya e Hunter Schafer continuano a ispirare perché rappresentano due energie diverse ma compatibili: la forza di restare fedeli a se stessi e il coraggio di scoprire chi si potrebbe ancora diventare. Forse, davanti allo specchio, la domanda non è più “come devo apparire?”, ma “quale parte di me voglio finalmente lasciare vedere?”.