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Istruzione

Le scuole di Milano dovrebbero avere il corso d’imprenditoria (come in Finlandia)

#Xmilanocittastato
05/12/2025 17:43:00

La nascita di nuove imprese in Italia rimane inferiore ai principali paesi industrializzati. I dati internazionali mostrano un divario persistente nella capacità di trasformare idee in iniziative economiche. Per invertire il trend si potrebbe introdurre l’imprenditorialità nei percorsi scolastici milanesi, prendendo spunto da quanto fatto in Finlandia, per fare di Milano, motore economico del Paese, il primo laboratorio nazionale di formazione all’iniziativa economica. Anche perché il mondo del posto fisso sembra avviato al tramonto. 

Le scuole di Milano dovrebbero avere il corso d’imprenditoria (come in Finlandia)

# La situazione attuale: un sistema nazionale con poche startup e poca cultura imprenditoriale

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(da pixabay)

L’Italia registra uno dei tassi più bassi di nuove imprese tra i paesi Ocse. Lo studio “Entrepreneurial Countries Index” indica 1,6 startup ogni 100mila abitanti, pari a 958 iniziative su 58,8 milioni di residenti. Il dato colloca il paese al decimo posto tra quelli con minore densità imprenditoriale. Le performance risultano inferiori a Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia, che pur con numeri assoluti ridotti mantengono valori proporzionali simili o appena inferiori. I paesi con i risultati più bassi scendono sotto una startup ogni 100mila abitanti. L’estremo negativo è il Messico con un valore pari a 0,4. Nella fascia opposta gli Stati Uniti raggiungono 22,6 startup ogni 100mila abitanti. Il divario evidenzia un ritardo strutturale nella formazione delle competenze necessarie all’avvio d’impresa.

# Il modello finlandese delle competenze trasversali

Transversal competences in Finnish general upper secondary education

Il sistema educativo finlandese ha introdotto da tempo l’imprenditorialità come competenza trasversale. Il National Core Curriculum 2019 definisce sei aree di transversal competence, integrate in tutte le materie. Nella sezione “Societal competence” compare l’esplicita indicazione di sviluppare una disposizione imprenditoriale. La riforma del 2018 ha inoltre obbligato le scuole a organizzare moduli interdisciplinari orientati al mondo del lavoro. Le competenze comprendono creatività, iniziativa, problem solving e responsabilità. La valutazione avviene all’interno delle singole discipline, senza una materia autonoma. Le scuole possono elaborare progetti con imprese locali, attività pratiche e modelli di mini-impresa. L’obiettivo è collegare conoscenze scolastiche e situazioni reali con continuità.

# Una materia strutturata nel percorso scolastico milanese

Imprenditoria nelle scuole

Milano è la città italiana con la maggiore concentrazione di imprese e di iniziative innovative. La domanda di competenze imprenditoriali risulta superiore alla media nazionale e richiede strumenti formativi adeguati. Si potrebbe prendere spunto dal modello delle competenze trasversali finlandese per sviluppare un impianto formativo più coerente con il tessuto produttivo cittadino. Una materia autonoma dedicata all’imprenditorialità garantirebbe continuità didattica lungo tutto il percorso scolastico. Il programma potrebbe comprendere gestione dei progetti, educazione economica di base e organizzazione del lavoro. La valutazione specifica permetterebbe di seguire l’evoluzione delle competenze con criteri omogenei. Le scuole avrebbero la possibilità di integrare moduli teorici e attività pratiche con soggetti esterni. La città potrebbe così testare una disciplina organica sull’iniziativa economica, da esportare come modello nel resto del Paese.

# Competenze utili a ogni settore produttivo e sociale

Le competenze imprenditoriali rappresentano un requisito comune a settori economici e ambiti sociali. Pianificazione, gestione delle risorse e lavoro in squadra risultano necessari anche nei servizi pubblici, nella cultura e nel terzo settore. La presenza di una materia autonoma favorirebbe un apprendimento sistematico e progressivo di tali capacità. Gli studenti potrebbero sperimentare attività progettuali con finalità diverse, non esclusivamente commerciali. La struttura curricolare consentirebbe di consolidare strumenti operativi utili all’avvio di iniziative in contesti differenti. La città disporrebbe così di un percorso formativo coerente con il proprio tessuto produttivo, capace di collegare conoscenze teoriche e applicazioni pratiche con continuità, sviluppando un modello educativo orientato all’iniziativa in tutte le sue forme. 

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MILANO CITTA’ STATO

Articolo di Milano Citta Stato