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Cultura

Questo è il quartiere più «strano» di Milano

Fabio Marcomin
14/05/2026 12:30:00
Ph. @bimoimmobili IG
Ph. @bimoimmobili IG

Un quartiere paradossale: progettato per i “poveri e poverissimi”, costruito come una piccola città geometrica di isolati trapezoidali, decorato con un gusto quasi ottocentesco e oggi stretto tra cantieri di rigenerazione, mercato in rinascita e nuove gallerie d’arte. Queste sono le sue cinque curiosità davvero uniche. (Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2026)

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Questo è il quartiere più «strano» di Milano

#1 Si chiamava Regina Elena: era il più esteso quartiere popolare realizzato tra le due guerre 

Credits wikipedia.org – Quartiere ICP Mazzini

Avviato nel 1925 e completato nel 1931, sotto la direzione tecnica dell’architetto Giovanni Broglio, inizialmente il quartiere si chiamava Regina Elena, intitolato alla regina d’Italia Elena del Montenegro, moglie di Vittorio Emanuele III. Rinominato quartiere Mazzini dopo la seconda guerra mondiale, è il più esteso dei quartieri popolari realizzati fra le due guerre dall’Istituto Case Popolari (ICP) di Milano

#2 È composto da 4 isolati trapezoidali per ospitare “poveri e poverissimi”

Credits Maps – Quartiere Mazzini

Il complesso di edifici del quartiere è disposto su quattro isolati di forma trapezoidale e sorge alla periferia sud-est della città nei pressi del piazzale G.Rosa fino a Piazza Angilberto II, comprendendo al suo interno Piazzala Ferrara con il Mercato Comunale. Il quartiere fu programmato per ospitare i “poveri e i poverissimi” ossia le persone in condizioni di maggior disagio sociale.

#3 Le vie del quartiere sono intitolate alla costa dell’Alto Adriatico

Spostandoci tra le vie del quartiere si può notare come la maggior parte richiamino sembrano disegnare una mappa della Bassa Padana e dell’Alto Adriatico del Veneto e della Romagna: piazzale Ferrara, via Polesine, via Comacchio, via Pomposa e via Ravenna.

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#4 Gli edifici richiamano il disegno ottocentesco e storicista

Credits Maps – Via Polesine

Una particolarità degli edifici di questo quartiere è il richiamo ai caratteri propri del disegno ottocentesco e storicista, che prevede basamento, sviluppo a fasce vuote e piene verticali alternate, corrispondenti ai servizi e ai balconi, coronamento e, in molti casi, linee di gronda discontinue dovute alla scelta di variegare l’altezza dei corpi di fabbrica per scongiurare un’eccessiva monotonia. 

Il punto più bizzarro non è solo lo stile storicista, ma l’idea dei servizi in facciata: lavandino, servizi igienici e vani di servizio erano collocati in una sequenza di intercapedini alternate ai balconi, una soluzione considerata la più innovativa di Broglio. 

#5 Il quartiere Mazzini oggi è molto più esteso: il 50% è occupato da un parco

Credits Maps – Quartiere Mazzini 1

Oggi i confini del quartiere Mazzini non si limitano al progetto originario di complesso di case popolari di inizio ‘900, con confine est piazzale G. Rosa e ovest piazza Angilberto II, ma comprendono a nord la porzione di abitato fino a viale Brenta, tutto il quadrante a sud del quartiere originale e il Parco di Porto di Mare che da solo occupa quasi il 50% della superficie.

Articolo di Milano Citta Stato