Milano, «città spugna»: l’acqua non sarà più un problema? I progetti in atto e i percorsi verdi che ci vorrebbero
# I cantieri della città spugna
Il programma per la “città spugna” si articola in una serie di interventi puntuali distribuiti sull’intero territorio urbano. Nel complesso sono 27 le opere previste, localizzate in tutti e nove i municipi e realizzate da MM nell’ambito delle attività affidate dal Comune di Milano. Oltre al primo SUDS realizzato in via Pacini, nel Municipio 3, che interessa 1.870 metri quadrati, è stato completato l’intervento di via Guido da Velate, nel Municipio 9, con la depavimentazione di 5.900 metri quadrati. Sono in fase di conclusione i lavori nei pressi della Fabbrica del Vapore in via Luigi Nono.
Attualmente è aperto il cantiere di via Toce, nel Municipio 9, per circa 3.500 metri quadrati, mentre è in avvio quello di piazza Imperatore Tito, nel Municipio 4, che interesserà oltre 4.200 metri quadrati. In fase di progettazione, con realizzazione prevista nel 2026, figurano: via Sabatino Lopez, nel Municipio 8, per 4.500 metri quadrati, piazza Arnoldo Mondadori, nel Municipio 1, per 2.200 metri quadrati, e largo Volontari del Sangue, nel Municipio 3, con un intervento di 2.700 metri quadrati a vocazione pedonale davanti ai nuovi ingressi del Politecnico.
# Gli interventi PINQUA e la strategia climatica
Cinque delle ventisette opere rientrano nei programmi PINQUA finanziati con fondi PNRR. Si tratta di interventi oggi in corso nei quartieri San Siro e Niguarda, finalizzati alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Due cantieri sono localizzati in zona via Paravia, nel Municipio 7, mentre gli altri interessano largo San Dionigi, via De Gasperis e viale Sarca, nel Municipio 9.
Nel complesso, gli interventi puntano ad aumentare la capacità di assorbimento delle acque meteoriche, riducendo la pressione sulla rete fognaria durante le piogge intense e favorendo il rilascio graduale dell’acqua nei periodi di siccità. A questi effetti si affianca l’incremento del verde urbano e la messa a dimora di nuovi alberi, con benefici anche sul contenimento dell’isola di calore estiva. Al di fuori dei cantieri dedicati, però, la strategia non trova applicazione negli interventi di rigenerazione urbana e nella realizzazione di nuove infrastrutture.
# Le occasioni mancate: metro M4, nuove piazze e aree riqualificate
Come evidenziato da Urbanfile, le occasioni per applicare in modo più esteso i principi della città spugna non sono mancate. Le sistemazioni superficiali lungo la linea M4, in particolare lungo la cerchia dei Navigli, avrebbero potuto dare forma a un corridoio verde continuo, capace di assorbire acqua piovana e migliorare il microclima urbano. In molti tratti si è invece scelto di ricoprire le aree con costosa pietra e relegare il verde in aiuole sopraelevata, circondate da alti cordoli, sempre di pietra.
Lo si può vedere si riscontra in piazza Sant’Ambrogio, dove sono persino spariti gli alberi lungo via San Vittore e Carducci, piazza Quasimodo e lungo Corso Concordia dopo i lavori, dove il verde risulta ridotto rispetto alla situazione precedente ai cantieri. Identica situazione si trova in Largo Augusto, su via Sforza, via Santa Sofia e davanti al parco delle Basiliche. C’è poi il caso eclatante di piazza San Babila, realizzata senza nemmeno un aiuola.
Le nuove piazze nate dalla sperimentazioni di urbanistica tattica o quelle riqualificate come piazza Cordusio, che ha visto in corso d’opera l’aggiunta di cinque aiuole. Altri esempi sono Largo Cairoli e piazza Castello, caratterizzati da un uso prevalente di pietra e calcestre..
Interventi finanziati come opere di riqualificazione o post-cantiere che non hanno incorporato in modo strutturale la depavimentazione. Se la città spugna è una priorità strategica, dovrebbe diventare uno standard progettuale, non un’eccezione affidata a singoli interventi.