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Istruzione

Il «reddito di studio» per adulti: tornare sui banchi per rimettersi in gioco

#Xmilanocittastato
08/04/2026 16:54:00

Il «reddito» è stato un fallimento. Era il reddito di cittadinanza, la cui immagine tipica era quella del percettore sdraiato su un divano davanti alla tv. Eppure l’idea di finanziare il reinserimento è sacrosanta. Specie per Milano, una città che corre, ma dove non tutti riescono a starle dietro. Una parte di popolazione resta ai margini e fatica a riqualificarsi. Senza strumenti concreti, il rischio è rallentare o uscire dal percorso. Una misura per studiare da adulti può invertire la rotta. Questa la proposta nata in un’altra parte d’Italia che dovrebbe attecchire anche a Milano. 

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Il «reddito di studio» per adulti: tornare sui banchi per rimettersi in gioco

# Milano: lavorare non basta più, ma studiare è ancora difficile

Credits openpolis -Offerte di lavoro

Milano è la città delle opportunità, ma anche quella dove il cambiamento corre più veloce. Interi settori si trasformano, nuove competenze diventano indispensabili, mentre molte professioni tradizionali si ridimensionano o scompaiono. In questo scenario, la formazione continua non è più un’opzione ma una necessità. Eppure, per molti adulti, rimettersi sui banchi è quasi impossibile. Il problema non è solo economico, anche se il costo della vita milanese pesa: affitti, trasporti e spese quotidiane rendono difficile rinunciare anche solo a una parte del reddito. Ma è anche una questione di struttura. I percorsi formativi sono spesso rigidi, pensati per studenti giovani, con orari poco compatibili con il lavoro e poche forme di sostegno reale. Così chi vorrebbe prendere un diploma, una qualifica o una laurea si trova bloccato: lavorare o studiare, senza alternative concrete. Il risultato è un paradosso: la città che più richiede competenze aggiornate è anche quella dove è più difficile acquisirle da adulti.

# La soluzione: il “reddito di studio” per tornare competitivi

consiglioregionalesardegna IG

Una risposta arriva dalla Sardegna, dove è stato approvato il cosiddetto “reddito di studio”, una misura pensata proprio per chi vuole rimettersi in gioco. Il programma, chiamato Rest, prevede un sostegno economico mensile destinato agli adulti in condizioni economiche svantaggiate che decidono di tornare a studiare. Il contributo è personale e inalienabile, rivolto a residenti o domiciliati, inclusi gli stranieri con permesso di soggiorno, e non è cumulabile con altre borse di studio. L’obiettivo è chiaro: permettere a chi non ha risorse di dedicarsi davvero alla formazione, senza dover scegliere tra studio e sopravvivenza. 

Gli importi variano in base al percorso: circa 475 euro al mese per chi vuole conseguire la licenza media, 625 euro per le scuole superiori e fino a 775 euro per l’università o la formazione tecnica superiore. L’accesso è regolato da criteri stringenti, tra cui un Isee sotto i 6.500 euro e soglie di età differenziate in base al titolo da conseguire. Elemento centrale è il “patto formativo”: un accordo tra studente e istituzione che definisce obiettivi e tappe, rendendo il percorso monitorato e orientato al risultato. Il beneficio può essere sospeso in casi specifici, ma resta uno strumento flessibile pensato per adattarsi alle esigenze della vita adulta.

# Perché servirebbe a Milano (e come adattarlo)

Una misura simile, se introdotta a Milano, potrebbe avere un impatto ancora più forte. Qui la domanda di riqualificazione è altissima, ma anche il costo opportunità dello studio è molto più elevato rispetto ad altri territori. Proprio per questo, il modello andrebbe adattato.

Prima di tutto sugli importi: a Milano un contributo dovrebbe essere più alto, calibrato sul costo reale della vita urbana. In secondo luogo sulla flessibilità: percorsi serali, modulari e compatibili con il lavoro dovrebbero diventare la norma, non l’eccezione. Infine sull’integrazione con il sistema produttivo: aziende, enti di formazione e istituzioni dovrebbero essere coinvolti per collegare direttamente lo studio alle opportunità di inserimento lavorativo.

Un “reddito di studio milanese” potrebbe diventare uno strumento strategico sia ddal punto di vista sociale che economico, capace di ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, aumentare la produttività e offrire seconde possibilità reali a chi oggi resta indietro.

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Articolo di Milano Citta Stato