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Cultura

I semafori più curiosi del mondo: quali si potrebbero fare a Milano?

#Xmilanocittastato
22/01/2026 18:05:00

Milano viene indicata come capitale internazionale del design, laboratorio di idee e sperimentazioni riconosciute in tutto il mondo. Ma basta osservare lo spazio pubblico per cogliere una distanza evidente tra questa reputazione e la qualità dell’arredo urbano quotidiano. Si potrebbe iniziare prendendo esempio dall’estero, rendendo i semafori delle vere e proprie attrazioni.

I semafori più curiosi del mondo: quali si potrebbero fare a Milano?

# Milano capitale del design, ma non nello spazio pubblico

Credits: Urbanfile – Palificazione Porta Ticinese

Milano è riconosciuta a livello internazionale come città del design, riferimento per architettura, moda e progetto industriale. Questo primato, però, si riflette poco nello spazio pubblico quotidiano. Panchine, pali, cartellonistica e semafori risultano spesso standardizzati, anonimi, privi di qualsiasi relazione con il contesto urbano. L’arredo urbano appare concepito come semplice dotazione tecnica, non come parte integrante del paesaggio cittadino. Le scelte progettuali seguono logiche di catalogo, con soluzioni ripetute e prive di identità, mentre il design rimane esposto durante il Salone del Mobile e nei musei. Un paradosso evidente, soprattutto se confrontato con quanto avviene in altre realtà urbane. La distanza tra narrazione e realtà è misurabile nei dettagli. E i semafori ne sono un esempio concreto.

# Dove i semafori diventano simboli urbani

In diverse città del mondo i semafori pedonali sono stati trasformati in elementi narrativi e identitari con riferimenti espliciti al contesto locale. A Vienna, in occasione dell’Eurovision Song Contest 2015, sono stati introdotti i “semafori dell’amore”, con coppie etero, gay e lesbiche che si tengono per mano sotto un cuore, poi resi permanenti in 47 incroci. A Berlino l’Ampelmännchen, con cappello e passo deciso, è diventato uno dei simboli urbani della città. A Santiago de Querétaro, in Messico, compaiono figure femminili ispirate al folklore locale. Ad Akureyri, in Islanda, il rosso assume la forma di un cuore, richiamo diretto all’identità della città. A Treviri, in Germania, i semafori raffigurano un soldato romano, in riferimento alle origini imperiali della città. A Utrecht, nei Paesi Bassi, gli omini diventano conigli stilizzati, mentre ad Aarhus, in Danimarca, compaiono figure vichinghe armate di scudo e ascia. Interventi minimi, standardizzati nella tecnologia ma non nel linguaggio, che trasformano un dispositivo funzionale in segno urbano riconoscibile.

# Come si potrebbero fare a Milano

Semafori assurdi per Milano AI

Milano potrebbe intervenire partendo da luoghi simbolici e quartieri con un’identità già consolidata. A Porta Venezia potrebbero essere installati semafori con coppie inclusive sul modello di Vienna, coerenti con il ruolo del quartiere come riferimento LGBT cittadino. In aree centrali e storiche, come il Duomo o Brera, si potrebbero introdurre figure ispirate alla storia milanese, come il biscione o richiami stilizzati alla Milano medievale. Nei quartieri legati al lavoro e alla produzione, come Bovisa o Bicocca, i semafori potrebbero raffigurare operai, ingegneri o simboli dell’industria e dell’innovazione. Nelle zone della moda e del design, tra Tortona e Porta Genova, potrebbero comparire sagome legate al progetto, alla creatività o al disegno tecnico. Nei nuovi quartieri della trasformazione urbana, a MIND potrebbero comparire figure ispirate all’Albero della Vita di Expo, mentre a Porta Nuova sagome stilizzate dello skyline delle torri.

#milanofutura: i progetti di Milano Città Stato

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Articolo di Milano Citta Stato