Le ondate di caldo e la siccità stanno stanno costringendo i produttori ad avviare la raccolta delle mele con settimane di anticipo rispetto alla tabella di marcia tradizionale. Secondo gli esperti, anche per via della maturazione accelerata dei frutti, il settore dovrà fare i conti con una contrazione complessiva dei volumi nei prossimi mesi. A causa del quadro meteorologico complesso, tuttavia, in alcune regioni la situazione è molto più complessa di altre.
Produzione di mele in calo in Italia, cosa dicono le previsioni
Le previsioni elaborate da Assomela, per la stagione 2026/2027, indicano una produzione nazionale di 2.269.106 tonnellate, in calo del 2% rispetto al 2025. La filiera continua a garantire volumi importanti, ma deve fare i conti con una crescente instabilità climatica che, come spiegato alla conferenza Prognosfruit sul Lago di Costanza, è diventata una vera e propria minaccia per la capacità produttiva del comparto, al pari di patogeni e fitopatie.
La situazione italiana si inserisce, peraltro, in un contesto europeo ancora più complesso. Per l'Unione europea le previsioni indicano 9,5 milioni di tonnellate:
- il 16% in meno rispetto al 2025;
- il 14% sotto la media degli ultimi tre anni.
Le regioni più in difficoltà
Se si tiene conto delle principali variazioni regionali, tra le aree in maggiore difficoltà.
- al primo posto c'è il Trentino, con una contrazione del 9%;
- subito dopo troviamo l'Alto Adige, che limita la perdita al 2%.
In controtendenza si muovono invece le regioni:
- Friuli-Venezia Giulia, che registra l'incremento più consistente tra quelli indicati da Assomela, con una crescita del 9%;
- Emilia-Romagna, che mette a segno un +6%;
- Piemonte e Veneto, che registrano entrambi un incremento del 2%.
| Regione | Variazione produzione |
| Trentino | -9% |
| Alto Adige | -2% |
| Piemonte | +2% |
| Veneto | +2% |
| Emilia-Romagna | +6% |
| Friuli-Venezia Giulia | +9% |
Quali produzioni risentono più della crisi
A preoccupare non sono soltanto i quantitativi complessivi, ma anche delle singole varietà. In Italia, in particolare:
- la Golden Delicious registra una flessione dell'8%, attestandosi a 610.570 tonnellate;
- mentre la Gala e la Fuji arretrano del 4%.
- la Red Delicious si mantiene stabile;
- la Granny Smith segna un recupero dell'11%.
| Varietà | Variazione produzione in Italia |
| Golden Delicious | -8% |
| Gala | -4% |
| Fuji | -4% |
| Red Delicious | Stabile |
| Granny Smith | +11% |
- la Golden Delicious registra il calo più significativo tra le principali varietà, con una produzione europea prevista in diminuzione dell'11%;
- la Gala arretra del 9%;
- la Red Delicious scende del 5%;
- la Granny Smith perde il 4%.
| Varietà | Variazione produzione a livello europeo |
| Golden Delicious | -11% |
| Gala | -9% |
| Red Delicious | -5% |
| Granny Smith | -4% |
| Fuji | +1% |
Come il caldo minaccia la qualità
Il clima rappresenta una variabile sempre più difficile da gestire anche per quanto riguarda la resa della produzione. Ad oggi, il problema della filiera non è solo quello di produrre meno mele, poiché a preoccupare sono - anche se per diversi motivi - le caratteristiche commerciali del prodotto.
In Veneto ed Emilia-Romagna, per esempio, è vero che la primavera è stata favorevole e le fitopatie risultano al momento contenute. Tuttavia, le temperature estive elevate destano preoccupazione soprattutto per le varietà a maturazione precoce, per il rischio di una riduzione del calibro e di una minore colorazione dei frutti.
Una mela più piccola non è necessariamente un prodotto di qualità inferiore, ma può avere caratteristiche commerciali differenti e avere un impatto negativo sulle vendite (perché più difficile da piazzare commercialmente).