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Affari

In Italia 935 mila quintali di nocciole dall'estero minacciano produzione Made in Italy

13/09/2026 08:13:00

L’Italia resta una delle grandi potenze mondiali della nocciola, ma la distanza tra la sua leadership produttiva e la capacità del settore di soddisfare il mercato interno si sta progressivamente riducendo. Il nostro Paese infatti continua ad avere un peso enorme in Europa, ma produce meno di vent'anni fa e, contemporaneamente, importa sempre di più. L'aumento della superficie destinata alla coltivazione non è bastato a compensare.

I dati sulla produzione di nocciole in Italia

Secondo i dati pubblicati il 4 settembre 2026 dall'Istat, tra il 2006 e il 2025:

comparti frutticolicrescita dei campi coltivatiresa-49%

La posizione dell'Italia in Europa

Questo ridimensionamento non ha fatto perdere alla nocciola italiana il proprio peso internazionale. Al contrario, il nostro Paese conserva una posizione di rilievo all'interno dell'Unione europea. Nel 2025 l'Italia rappresentava l'8,7% della superficie agricola utilizzata dell'Ue, collocandosi al quinto posto dopo Francia, Spagna, Germania e Polonia.

Ma quando si passa dalla superficie alla specializzazione produttiva, la quota dell'Italia sulla produzione agricola dell'Ue27 raggiunge infatti il 75,2% per la nocciola, il valore più elevato tra le principali colture considerate dall'Istat. Tre nocciole su quattro prodotte nell'Unione europea arrivano, in termini statistici, dall'Italia. Tuttavia, questa leadership convive con una crescente necessità di ricorrere all'offerta internazionale.

Le importazioni dall'estero

Tra il 2006 e il 2025 le importazioni italiane di nocciole sono aumentate del 144,1% in quantità. Nello stesso periodo:

La nocciola importata

Un ettaro coltivato a nocciole può infatti generare una quantità di prodotto inferiore rispetto al passato. E per l'industria e per gli operatori della trasformazione ciò significa avere bisogno di fonti alternative per garantire continuità e volumi.

Tuttavia, proprio la forte pressione della concorrenza internazionale ha contribuito a rendere meno redditizi i raccolti. Nel caso della nocciola, dunque, il problema è quanto prodotto riesce effettivamente a generare ogni ettaro e a quale costo.

Le quotazioni

Non tutta la nocciola italiana compete sul mercato alle stesse condizioni. La varietà, l'origine, la qualità e la destinazione industriale contribuiscono a determinare il valore riconosciuto al prodotto. Secondo le ultime rilevazioni Ismea sulle quotazioni all'origine, nella prima settimana di settembre 2026:

a redditività dei produttori

Il rischio economico per il made in Italy consiste proprio nella combinazione tra la forte identità del prodotto e una grande specializzazione, che devono confrontarsi con una crescente competitività. Visto che aumentare le superfici non sembra essere sufficiente (considerando che la resa per ettaro continua a diminuire), allora diventano decisivi gli investimenti in impianti efficienti, tecniche agronomiche, innovazione, gestione delle risorse e capacità di adattamento alle condizioni produttive se non si vogliono perdere altre quote di mercato.

Articolo di QuiFinanza