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Cina, natalità al minimo storico: sempre meno figli e popolazione in calo per il quarto anno di fila

Marta Iraola Iribarren
19/01/2026 12:13:00

Nel 2025 la Cina ha registrato il tasso di natalità più basso di sempre. Per il quarto anno consecutivo, la popolazione è diminuita, lanciando l'allarme sul futuro demografico del Paese, che nei prossimi decenni potrebbe ritrovarsi con una forza lavoro insufficiente per sostenere un'economia ora in forte crescita.

Dopo decenni di rigido controllo delle nascite, le autorità cinesi stanno sperimentando nuove misure per incoraggiare le famiglie numerose, dalla tassazione dei preservativi all'istruzione gratuita negli asili nido.

Tuttavia, i nuovi dati demografici appena diffusi dal governo mostrano che la popolazione è scesa ancora nel 2025, raggiungendo il minimo storico.

L'anno scorso la popolazione cinese era di 1,404 miliardi, circa tre milioni in meno rispetto al 2024.

Anche le nascite sono diminuite, scendendo a 7,92 milioni nel 2025, rispetto ai 9,54 milioni dell'anno precedente (in calo del 17%) - il dato più basso dalla fondazione della Repubblica Popolare nel 1949.

Un tempo il Paese più popoloso del mondo, la Cina è stata superata dall'India nel 2023.

Come molti altri Paesi, sta ora affrontando anche un calo del tasso di fertilità. Secondo i dati della Banca Mondiale, nel 2023 il tasso di fertilità della Cina era di appena 1, molto al di sotto del 2,1 considerato il "tasso di sostituzione" necessario per mantenere una popolazione stabile.

Una tendenza difficile da invertire dopo la politica del figlio unico

Per decenni, il governo cinese ha applicato la cosiddetta "politica del figlio unico", impedendo alle famiglie di avere più di un bambino.

Dopo anni di calo demografico, nel 2015 il numero di figli consentito è stato portato a due e nel 2021 a tre. Provvedimenti che, per il momento, non hanno portato i frutti sperati.

"Il problema è sociale, ancora prima di essere politico-economico", sottolinea Silvia Menegazzi, prof.ssa di Relazioni internazionali e Chinese Studies e head dell'AsiaLAB presso la Luiss Guido Carli.

"In una società - quella cinese - che per decenni è stata educata a essere orientata all'individualismo, soprattutto nelle famiglie, è più difficile invertire la tendenza".

Al di là dell'impatto economico, più di lunga data, che potrebbe portare a un calo della manodopera nel Paese, il dato sulla demografia cinese porta con sé anche delle implicazioni politiche, dato che le misure finora messe in atto dal governo non hanno funzionato.

Un ostacolo sociale ancor prima che politico-economico

Quella della natalità "è una difficoltà oggettiva che il Partito potrà avere, nonostante si parli del Partito comunista cinese. Questo è un ambito nel quale il margine di manovra del Partito, anche in quanto partito unico e autoritario, ha meno successo proprio perché c'è prima un passaggio sociale che è difficile da superare".

In futuro, la Cina potrebbe avere le stesse difficoltà che diversi Paesi occidentali hanno in questo momento, si pensi a Italia e Giappone, che devono fare i conti con tassi di natalità molto bassi e una popolazione sempre più anziana.

"Quello che potrebbe fare il governo cinese - prosegue Menegazzi - è cercare di aumentare i bonus a beneficio di coloro che decidono di andare verso questa tendenza".

Diversamente dall'Italia la Cina è un Paese che tende a porre l'attenzione maggiormente, se non esclusivamente, sul lungo termine. L'impatto sul breve termine dei dati resi noti lunedì è pertanto da considerarsi limitato. Tuttavia, "questa è sicuramente una questione che viene monitorata attentamente già adesso".

"La Cina ha sempre contato sulla popolazione con una risorsa, come un elemento tangibile di potere. È ovvio che nel lungo termine un calo può avere un impatto", conclude Menegazzi.

Pechino introduce una tassa sui preservativi per promuovere la natalità

Per contrastare questa tendenza, Pechino ha introdotto diverse politiche destinate a sostenere le famiglie e promuovere la natalità.

Il governo ha iniziato a tassare i preservativi. Nel 2025 sono stati eliminati i contraccettivi, compresi i preservativi, dall'elenco delle esenzioni dall'imposta sul valore aggiunto, il che significa che dal 1° gennaio i preservativi sono soggetti a un'imposta del 13 per cento.

Per promuovere ulteriormente la natalità e alleviare gli oneri finanziari, il governo sta anche eliminando l'Iva sui fornitori di servizi di assistenza all'infanzia, sulle istituzioni di assistenza agli anziani e sui servizi legati al matrimonio.

Il Paese offre ora sussidi per l'assistenza all'infanzia per il primo, il secondo e il terzo figlio fino all'età di tre anni. In base al programma, le famiglie riceveranno quello che il governo definisce un "bonus di fertilità" di 3.600 yuan (oltre 430 euro) per figlio all'anno fino all'età di tre anni.

Lunedì la Cina ha riportato una crescita economica annua del 5 per cento per il 2025, sulla base dei dati ufficiali. Una crescita che potrebbe rallentare nei prossimi anni, dato che per far fronte a questi enormi cambiamenti, il Paese potrebbe dover riformare il proprio sistema pensionistico, oltre ad ampliare la base imponibile per far fronte alla maggiore spesa pubblica.

Articolo di Euronews Italia