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Affari

Salari minimi nel 2026: quali sono i Paesi che pagano di più in Europa?

Servet Yanatma
02/02/2026 19:47:00

Circa 12,8 milioni di lavoratori in 22 Paesi dell’Ue percepiscono un salario minimo o meno, secondo una stima di Euronews basata su dati Eurostat. Milioni di persone seguono con attenzione gli annunci sul salario minimo per verificare se otterranno un aumento nel nuovo anno.

Tuttavia, circa un terzo dei lavoratori con salario minimo non ha registrato alcun incremento a gennaio 2026 rispetto a luglio 2025. In quattro Paesi non si è registrato alcun aumento nell’ultimo anno.

A gennaio 2026, il salario minimo lordo mensile tra gli Stati membri dell’Ue varia da 620 euro in Bulgaria a 2.704 euro in Lussemburgo. Se si considerano anche i Paesi candidati all’Ue, l’Ucraina si distingue con soli 173 euro, seguita dalla Moldavia con 319 euro.

Cinque Paesi europei superano i 2.000 euro: Lussemburgo (2.704 euro), Irlanda (2.391 euro), Germania (2.343 euro), Paesi Bassi (2.295 euro) e Belgio (2.112 euro). Seguono Francia con 1.823 euro e Spagna con 1.381 euro, evidenziando differenze significative anche tra Paesi vicini.

Eurostat suddivide i salari minimi in tre categorie: sopra i 1.500 euro, tra 1.000 e 1.500 euro e sotto i 1.000 euro. Nel gruppo intermedio rientrano Spagna, Slovenia, Lituania, Polonia, Cipro, Portogallo, Croazia e Grecia, con differenze relativamente contenute.

Meno di 1.000 euro si guadagna in 15 dei 29 Paesi considerati (22 membri Ue e sette candidati), comprendendo tutti i Paesi candidati e diversi Stati dell’Europa orientale: 924 euro in Cechia, 838 in Ungheria, 795 in Romania, 654 in Turchia e 517 in Albania. Tre Paesi candidati hanno salari minimi più alti della Bulgaria.

La mappa europea evidenzia una netta divisione tra Paesi occidentali e orientali per quanto riguarda i salari minimi nominali.

Il potere d’acquisto modifica la classifica

Per confrontare equamente i salari minimi tra i Paesi, è fondamentale considerare il potere d’acquisto (Pps), poiché il costo della vita varia notevolmente. Una volta corretti per il Pps, i divari salariali si riducono significativamente rispetto ai valori nominali.

Il Pps è un’unità monetaria artificiale che permette di comparare ciò che si può realmente acquistare in ciascun Paese. Considerando il Pps, nei 22 Paesi Ue il salario minimo varia da 886 euro in Estonia a 2.157 euro in Germania. La classifica cambia solo leggermente: i primi nove Paesi rimangono invariati sia in euro che in Pps.

I Paesi candidati, a parte l’Albania, ottengono risultati migliori in termini di potere d’acquisto rispetto a diversi Stati membri Ue. La Romania passa dal 20° al 12° posto, la Macedonia del Nord dal 26° al 20°, la Serbia dal 22° al 17°, e la Turchia guadagna tre posizioni. Per contro, Repubblica Ceca ed Estonia perdono otto posizioni ciascuna.

Italia, Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia non prevedono un salario minimo legale.

Dove i salari minimi non sono cambiati

Tra luglio 2025 e gennaio 2026, il salario minimo è rimasto invariato in Belgio, Estonia, Grecia, Spagna, Lussemburgo e Slovenia. Incrementi superiori all’11 per cento si sono registrati in Bulgaria, Ungheria, Lituania e Slovacchia.

Tra gennaio 2025 e gennaio 2026, Estonia, Spagna e Slovenia hanno mantenuto lo stesso livello, mentre in Romania il salario minimo nazionale è rimasto stabile, ma è calato leggermente in euro.

Secondo l’Istituto sindacale europeo (Etui), la produttività è alla base di aumenti sostenibili dei salari. Le economie con settori industriali o finanziari più sviluppati tendono a essere più produttive, così come le industrie ad alta tecnologia. Un altro fattore chiave è il potere contrattuale dei lavoratori, che influenza direttamente la capacità di ottenere aumenti salariali.

Articolo di Euronews Italia